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Hip-Hop,

Lorenzo


Disagio, noia, soprusi, ingiustizia. Avventura, brivido, disobbedienza, codici. E ancora tecnica, stile, struggles e hustling. In rappresentanza quattro discipline, tutte sotto un’unica cultura: Breaking, Djing, Mcing, Writing. Questo è Hip Hop. Una risposta collettiva all’individualizzazione del singolo. Una metodologia espressiva che spazia dal carattere artistico al mero egoismo. Una rappresentazione del mondo che ci circonda, forse un po’ più puro, colorato, in cui la speranza di una vita migliore è una costante per tutti. Non è una fede, un partito politico e neanche una semplice corrente artistica. È un modo di essere, uno stile di vita, una prospettiva differente. E come diceva Afrika Bambaataa, tutto questo è: “Peace, love, unity and having fun”.

BREAKING 

In principio vi era il corpo, un ghettoblaster e dei cartoni rubati dal magazzino di qualche supermercato. C’è un brivido che percorre il breaker, dai piedi fino alla testa, e l’unico modo per liberarsene è muoversi, in uno stile unico, migliore degli altri, mentre il suono da forma ai passi del B-boy. In un mondo che corre bisogna andare ancor più veloci, tra freestyle e battle, il breaker è in lotta continua, prima con sé stesso, poi con gli altri, e le uniche armi che ha sono i suoi allenamenti, la sua visione, le sue mosse. Il breaking è HIP HOP.

DJING

Autobus, taxi, annunci, la folla. La metropoli è caos, rumore, impulsi. Il ragazzo è disorientato, non sa dove andare. Con il break si mette in pausa tutto, sta per cadere la società ma con esso rimane in bilico. Si ha ancora del tempo. Le cuffie abbracciano le orecchie, e un suono pervade gli animi. Il loop interrotto dallo scratch rende consapevoli, e anche il corpo lo riconosce. La cultura esige un suono perfetto, e la musica si amplia. Tutto è suono. Il djing è HIP HOP.

MCING 

Ogni disciplina richiede rigore, un’algebrica maestria atta a comporre l’espressione perfetta. Lettera dopo lettera, parola dopo parola, il pubblico viene coinvolto e le menti si collegano. Il concetto è ciò che viene prima, ma il modo in cui viene manifestato è l’essenza dell’esperienza. Dalla cameretta al palco, passando per il parcheggio, il lessico diviene raffinato, e la scelta di ogni termine ponderata. Come se fosse una questione personale, bisogna essere performativi, capaci di improvvisare ogni passo. E se il testo è l’armatura impenetrabile, la voce sarà la spada più affilata. L’mcing è HIP HOP.

WRITING 

Il writer cammina mimetizzato nella folla. Di giorno lo si vede ovunque, dal panettiere e dall’avvocato, sia al supermercato che in palestra, senza però farsi riconoscere. Al contrario, il suo nemico è sempre in allerta, ben visibile, organizzato come se fosse un esercito. Pubblicità, marketing, proprietà private, decadenza. Il sole però non dura per sempre, inizia a calare e i lampioni stanno per illuminarsi. In lontananza si odono rumori metallici, quasi un tintinnio perpetuo, e un’orda di cappucci inizia a invadere la città. Lo scontro avviene ovunque, dalle stazioni al centro metropolitano, giungendo in periferia e in campagna. Il sole sorge, e i colori sono ovunque. Tag e throw up si sono presi tutto. I cestini sono pieni di spray e anche oggi il “nulla” non ha vinto. Il writing è HIP HOP.

instagram autore: @lorenzosonoi0