Le muse,
Rosa
ricerco il tuo volto in nuove muse,
lo sbieco tentativo di sfregio
del mio amaro sortilegio.
è che vaghi spiritato nelle pieghe incrinate
dei miei desideri e nel bianco delle cicatrici,
smagliature d'oro di antichi sacrilegi,
le mani pesanti come nuovi fregi,
specchi di sbiadite nostalgie
alla ricerca di segni del cosmo
incastrati tra le parole che stringi tra i denti.
è te che ricerco
nelle rughe sbilenche dei sorrisi
degli altri,
spigoli convessi dagli angoli complessi
pregni di afasia,
segni silenti di racconti
di storie inconcludenti.
tendo nei sogni le dita,
stringo le carni come roccia
durante la salita
e poi mi fermo alla collina:
conterei tutti i nei sulla tua schiena,
che a sfiorarli sparisce ogni pena,
che a toccarli ho la mano tutta piena.
son pezzi di stelle,
sguardi e favelle,
una nuvola di cose belle
fatta anima e pelle
come Venere e le conchiglie
saggio come la Sfinge
incantato come Circe
mortale come lo Stige.
amore bisestile abbi pietà, perdona
la mia dislessia emozionale,
la lussuria e l'affetto
che continuo a scambiare.
l'odio e il livore
di cui continuo a peccare.
è che a quelli come noi
non è concesso amare,
ma anzi solo un po' sostare
su questo casello stradale
pagato a lacrime amare
e mancanze affannate.
il tuo sguardo è un universo,
caleidoscopio di desideri,
stella che racconta una promessa mai detta
e speranza che scardina confini.
ma se le tue mani tracciano
arabeschi d’amore,
il mio stelo si frange
alla ricerca di un faro
nella notte senza festa.
è che alla fine della fiera
siamo archeologi che trafugano silenzi antichi
dalle tombe di amanti tormentati dai castighi.
ma in fondo è solo quando
ci allontaniamo che comprendo:
riecheggi nei burroni, di maya scoperto il velo:
io sono Narciso,
e tu fragile Eco.

instagram artista: @satvrnocontro