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T'immagini

Alessandro


Ore 13:54


Sono in questo bar squallido da dieci minuti e tra cinque ricomincia il turno. Per un pezzo di pizza mezzo ammuffito ho speso un’ora del mio tempo… meno di cinque euro. Il mio lavoro è mediocre come la gente che sta qui. La chiave di tutto questo posto è la parola mediocre. A dire il vero mediocre è un complimento. Io lavoro nel supermercato che sta reietto nel piano seminterrato di questo schifoso centro commerciale. Là sotto non arriva la luce naturale, oltre alla porta non ci sono punti luce, lo odio. Tutto il centro è uno di quei progetti di rivalutazione del territorio degli anni 90 in cui poi tutte le attività hanno fallito. Oggi rimane il supermercato e questo squallido bar. Il frequentatore medio se la gioca tra ludopatia ed alcolismo. L’aria fa schifo, puzza di alcool, sigarette e gioco d’azzardo. I gratta e vinci se ne vanno in maniera compulsiva. Ormai i giocatori sono perdenti esperti che si glorificano delle loro piccole vittorie. Se la tua esistenza è monotona anche vincere 5 euro al decimo gratta e vinci è una bella botta di vita. Io non faccio parte di tutto questo, ma so anche che per chi mi vede da fuori ne sono completamente integrato. Qui sono inutili i miei baffi ed i miei occhiali da intellettualoide, da fuori sono solo il nuovo commesso del supermercato (neanche troppo bravo) che fa un pranzo schifoso al bar. In questo momento mi accorgo della radio come se si fosse accesa solo ora. Parte una musica che riconosco, ma sta volta mi colpisce in modo diverso. Poi le parole: “T'immagini… la faccia che farebbero… se da domani davvero… davvero tutti quanti smettessimo”. Ora è come se nel tavolino da due posti occupato solo da me avessi Vasco avanti che mi parla. Io ci penso a quello che mi dice… e me lo immagino. Che voglia di libertà. Voglia di smettere, di vedere la loro faccia, se domani davvero noi smettessimo. In mezzo a tutta questa mediocrità non posso reggere l’immaginazione, ma lo faccio lo stesso, immagino. Ripenso ancora a quelle parole: alla faccia che farebbero. Vasco è li che con il suo modo leggero mi dice parole pesanti, più volo con l’immaginazione più diventa pesante la puzza di alcool e di sigarette ed insopportabile la mediocrità. Un turbine di emozioni inizia a girare: la puzza, la libertà, l’alcool, le sigarette, l’immaginazione, la ludopatia, la mediocrità, Vasco, la puzza, le sigarette, t’immagini, il bar, la ludopatia, il gioco d’azzardo, Vasco.


Guardo l’orologio.


Ore 13:59


È ora di rientrare.


instagram artista: @tonch___