

Nel tuo metodo di creazione delle opere abbiamo osservato che usi ridipingere sopra delle parti, trovi che in questo modo si perdano alcune parti dell'opera?
È come quando nella vita incontri una persona da cui magari col tempo ti separi, è vero che quella persona non c'è più fisicamente ma sicuramente ti ha lasciato qualcosa e questo la rende sempre presente. Nei quadri poi ho l'abitudine di "accoltellarli" e spesso andando a scalfire la tela riemerge il fondo che era stato coperto. Più che perdere è un sommare.

Perché Sonoio?
Perché la mia arte rappresenta me stesso. Nei miei quadri il mio nome lo scrivo grande, in modo che tu non possa non vederlo, la firma fa parte del quadro, perchè quel quadro sono io. Se tu avessi aperto la mia testa quando ho realizzato quadro avresti visto esattamente quello, e lo spettatore è come se si proiettasse nel periodo della sua vita in cui nella testa aveva esattamente quello. Questo Sonoio ma puoi essere anche tu.

Per quanto tempo andrebbe guardato un quadro?
È difficile dare un tempo prestabilito, sicuramente oggi la società non ci permette di avere il tempo necessario per godere al massimo di un'opera. C'è da considerare anche il fatto che oggi l'arte visuale si diffonde principalmente attraverso i social, e ciò non ti permette di notare dei dettagli nella tela che invece potresti vedere dal vivo. Forse più che dettagli parlerei proprio di emozioni.
Quando crei un dipinto, parti dal concreto e astrai la realtà o parti dall'astratto che poi si materializza nel dipinto?
Per creare un quadro parto dal concreto per poi andare l'astratto, prima immagazzino esperienze, immagazzino vita vissuta per poi arrivare ad un'astrazione nel dipinto. D'altra parte l'astratto può anche avere un ruolo primario in partenza, in quanto sono le emozioni, di per sé astratte, ad elaborare il concreto.

instagram artista: @lorenzosonoi0
Intervista a SONOIO
Intervista a SONOIO, giovane artista ingarbugliato in una società che brama prodotti artistici ma che ne denigra gli autori. Di formazione autodidatta e cresciuto con la cultura Hip-Hop, SONOIO opera la tela come uno psicanalista il suo paziente, spesso cercando più domande e problemi che risposte e soluzioni.