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Blatterio,

Alice



- Che cos’era?

-Lì!  Dai,in quell'angolo.


Bruciata delle luci dei fari dei camion e dei semafori, pensa nel tempo d’un morso la mia mente. L'astigmatismo ha sempre dato un che di natalizio alla vita, peggio ancora se è sera. Posso sentire l’alito aspro di nonno mentre mi passa la grappa sottobanco assieme al cinquantino per il gelato, un vero eroe di spagna. 


-Quel cretino dietro di me ha gli abbaglianti- mi dico, spostando il retrovisore che mi sta arrostendo la cornea.


- Maledetto traffico, maledetto te. Se non la smetti sarò come una formica, sotto la lente d'ingrandimento d’un bambino, a contorcermi per la scienza del nido. -


Oggi era il solito mercoledì, un giorno come l'altro: pioggerella, un po’ di sole e una nebbia padana come il grana. Il triangolo delle bermuda. Ci sono tutte queste cospirazioni che, quando sopravvivi, ci rimani male. Sono sempre un’ incognita i mercoledì, l’unica nota di oggi erano i clienti: esemplari rari. 

Siamo una specie in via d’estinzione, grazie a Dio. Perché Dio  – io ti giuro--  fossimo eterni, bandirei i convenevoli:  “Salve come sta?”,  “Signora da quanto tempo, mi dica di lei” o peggio ancora “ Ha visto che tempo oggi, con queste temperature muoio". 


“ Ma magari.. magari”,  quello che strilla la voce dentro me. 

Tutti che vogliono sempre un po’ di toccatine prima di arrivare al nodo della questione. Io sono più diretta: mi pagano all’ora mica a parole. Voglio aiutarti ma non farti da migliore amica. 

Amo praticare, per carità. Toccare la psiche dei pazienti come un gomitolo arrotolato mi aiuta davvero, mi tiene salda alla vita; sì. Anche se certe volte sono un po’ indisposti. 

 

I miei preferiti rimarranno sempre quelli con l’eiaculazione precoce: arrivano alla seconda seduta, neanche il tempo di ricordarmi il loro nome, e sono già sulle mie ginocchia a piangere per l’ex fidanzata, la mamma e di quella “perfetta” che li ha rovinati. Tutte queste lacrime per poi annullare gli appuntamenti successivi. Stanno “sereni”, “benissimo”.

Mi sento inutile più della poveretta con cui escono ogni mese a rotazione. 

Alla fine è sempre la storia del crociato e del calcio:  cazzate per non dire di essere dei megalomani con tendenze omosessuali represse; hanno tutti una beatrice che in realtà è un virgilio.


 Il mercoledì. Il giorno dei grower, quelli timidi per il tuo bene. Hanno così tanta merda alle spalle da farti sentire in colpa pure a chiedergli la tariffa oraria. Con loro si che mi piace giocare al gatto e il topo: corrono tanto coi nodi da non rendendersi conto di fare bondage hardcore; no safe word, no protezioni.  Ci mettono un po’ ad imparare e alla fine gli interessa solo foreplay. sono gia’ fottuti di loro, hanno solo bisogno di me per venire a se stessi. 


Mi ricordo ancora quella volta in cui dovetti mascherare una risata per un colpo di tosse:  il significato di “ molto libero, poco professionista” , certo non puoi aspettarti il solito volto di marmo a uno che ti dice :


 - “quella sera, dopo averci litigato, mi sono trovato un messaggio dalla mia ex dove mi diceva di venire al bar a riprendermela. Avevamo chiuso esattamente per l'altra… ovvio corsi lì in un secondo. Entro stravolto in quel buco di posto e cosa vedo? loro. In una posa da porno asiatico, con la lingua fino all’ugola mentre si strofinano come gatte in calore. Prendo da un braccio Ilenia per portarla a casa, lei, fatta come un cavallo inizia a scusarsi isterica. L’altra rincoglionita grida che la sto picchiando e chiama aiuto. In tutto questo io mi chiedo “ Perche' dobbiamo fare questo circo? Perché questa stronza respira ancora?”  Nel frattempo la immedesimo nelle playlist dei migliori KO di WWE Smackdown che scorrono nella mia testa.

Questa pazza finisce per farmi pedinare da un gruppo di oche. Ancora più ubriache.  Quando il mio unico obiettivo era tornare alla macchina senza farmi vomitare addosso. Morale della storia dottoressa: queste minacciano di chiamare la polizia, lascio la presa e mi assicuro le chiamino almeno un taxi. Finisco per darle i soldi per pagarlo, e io me ne torno a casa con la convinzione di essere uno scarto della società e la gioia di non dover pulire il suo vomito dalla mia macchina.”- 


Un colpo di tosse per lo stupore. Due sedute per capire che i farmaci non sono caramelle Leone e una vita per bruciare all’inferno per averlo trovato divertente.  

Non mi sentii neanche in colpa. Lo stress mi fa ridere come prima reazione. Dovevate vedermi quando non sono riuscita a prendere la patente per la terza volta. Lì si che c’erano risate vere. 

 

”Cristo ma da quanto tempo ho questo mal di testa!” , sbraito mentre cerco una sigaretta nel porta oggetti. “Eppure ero sicura di averla, l’ho girata prima di salire in macchina” , la mia  memoria eidetica e’ un lampo di luce nella notte. 

Mi passa da parte a parte, fisso, un chiodo che va dalla fronte fino alla nuca. 

“Magari è la volta buona” , penso tra i dolori,  non so se dare la colpa a quello dietro che crede il clacson sia  l’orchestra a Teatro alla Scala, alle sue luci o al pranzo che ho saltato.

 

Quando rialzo la testa capisco cosa avessi visto, un attimo prima, nell’angolo del mio occhio. 

Il camion dietro, ora, è davanti. Frontale. Effettivamente, per essere maggio, la nebbia pareva un velo strana. 


“Che Dio mi abbia appena ascoltato?”  Un colpo secco che neanche me ne sono resa conto. 

  

Mi aspettavo un qualcosa in grande stile ma le eccessive richieste fanno calare la qualità per le regole di mercato.  Forse la piastra accesa a casa non è più tra i miei dubbi, ora. Avrei dovuto accettare il caffè offertomi e rispondere alla proposta di quel money slave.  


Questo si che fa ridere!


Nulla può bloccare questa grossa risata mentre vedo la sigaretta che cercavo. Accesa. Sta vicino a una pozzanghera iridescente.


Inutile dire che due tiri prima me li avrebbe potuti concedere.