Acquario 2D,
Agnese
Ė un mondo stretto questo, non ci si muove, pretende gran forza e sottigliezza il più possibile e se sei grassa fai entrambe le cose nel modo sbagliato.
Ė un mondo stretto che non ci si muove, ma guai a dirlo a voce alta a qualcuno che ascolti, non puoi occupare lo spazio liminare manifesti rivendichi che quello non ti compete non è consentito, abbassa la voce di più ancora di più non parlare, fai prima, non fargli del male al mondo sottile. Devi tenertelo per te e non riempire le pagine film dipinti fumetti canzoni spartiti, ma dirtelo in camera, davanti allo specchio, e poi prendere una lama e tranciarti via le parti di troppo senza che nessuno ti veda, tanto domani saranno ricresciute, non si preoccupi signor dottore va tutto bene, non è grave, prima di morire devo togliermene ben di più.
In questo mondo stretto che non ci si muove, se Gaia che è Terra ed è gioia e sua madre ha sbagliato di grosso perchè non è nessuno dei due, se Gaia guarda il suo amore, nell’angolo della classe, lei esplode si accascia e si scioglie e lui distoglie lo sguardo schifato.
Vorrebbe squagliata raccogliersi e andare ai suoi piedi e pregare e rialzarsi magari sottile come il mondo la impone, ma come fare quando non puoi fare niente, perchè l’atto di fare è per gli altri, aggraziati sinuosi sottili come il mondo stretto che non ci si muove, e tu con un solo braccio alzato occupi lo spazio intero dell’intero tuo amore? Lui si nasconde nell’angolo e non incrocia il tuo sguardo per evitare la rete di pena.
Non lo fai, è semplice.
E poi muori in qualche modo che ancora non sai, perchè sceglilo tu un modo di morire da grassa che non occupi spazio ma che sia anche la protesta che vuoi in questo spazio sottile. Ė difficile, forse è meglio aspettare che sia il tempo a riprenderti così da non rubare altra aria al tuo amore, lui non vuole vedere che avevi sotto la pelle il grasso lo stomaco il seno stirato i polmoni sfondati gli occhi cadenti le labbra allungate le ascelle sformate il culo quadrato le cosce scoppiate le caviglie ammaccate le ginocchia esondate il diaframma sfiancato le guance morenti i capelli spezzati e i pori rigonfi, che alla fine sotto tutto questo avevi anche un cuore, Gaia lui questo non lo vuole vedere.
Dirà ai vivi che gli interessava, che lui li vedeva i polsi slabbrati, ma non voleva davvero vedere niente di te se non il cuscino di amore gratuito che eri disposta a dare a lui solo a lui per lui sempre solo lui, in cambio alla fine di un misero forse sguardo di compassione; se gli chiedessi, direbbe Io soffro con te, cum patior si dice così, ma non soffri davvero, amore mio per fortuna, e se potessi diresti che tu sei così e io no, io lavoro io ci tengo io mi merito e se tu ti accontenti sono cazzi tuoi e la colpa non è dei genitori del mondo degli stupri delle violenze delle riviste i film le canzoni i fumetti i dipinti gli spartiti, del mondo di nuovo che non è mai abbastanza dire che è cattivo, è colpa tua e facci i conti grassona. Non te lo dice, l’amore mio, per non ferirti di più ma lo pensa lo sa e nemmeno ti ama non può. Lui Gaia non la ama, forse compassione e forse neanche quello. Perchè la Terra la gioia che dice il suo nome, in realtà è sì terra ma terra sciolta bagnata pestata ed è vero è gioia ma portata via uccisa strappata e chissene frega; il suo amore no, lui cammina per la stanza e non la vedrà mai perché quanto vuole, lui lo può desiderare e desiderare un amore sincero ma sempre e comunque solo un amore bello che lo ami, e Gaia non è bella, è grassa e sudata e poco importa che amerebbe bene il suo amore.
Lei lo ama comunque già ora, con un paio di braccia sgonfiate che lo sorreggono quando cade, ma lui vede due braccia? O soltanto un candore di cemento, un sostegno senz’anima a cui puntellarsi nella notte ubriaca?
Gaia non ha neanche un dubbio a riguardo. E fa bene, almeno a esser sincera nel fiume di vestiti in cui non ha il coraggio di annegarsi. Il suo corpo risuonerebbe sorretto dall’acqua per la città? Gaia non lo crede, affonderebbe per la bruttura anche se il grasso tiene su, affonderebbe e alle altre Gaia non servirebbe a nulla.
Lei comunque sola lo guarda così bello e sottile di notte che dice Mi basterebbe per essere felice una che… e pensa Io sarei una che, io ti amerei anche se non fossi sottile ti amerei per la tristezza che ci vedo lì in fondo ti amerei e ti riempirei di dolcezza gentilezza delicate carezze d’amore completo rose sulla tua pelle lucida sottile scivolata scorticata, perchè i tuoi amori fini sono troppo fini per tenerti su, Gaia pensa Io saprei tenerti su, ma non esiste al mondo che il suo amore possa amare una brutta e grassa che lo ama, il suo stesso tessuto si sfalderebbe ammaccherebbe incrinerebbe morirebbe se l’amore di Gaia decidesse che l’ama. Non succede. Gaia lo dico per te, non lo fare, non sperare, non è roba tua.
Ė un mondo stretto che non ci si muove, sottile d’acquario in 2D, il pulitore non guarda il combattente perchè ha la testa piatta a terra, vive per mangiare la merda mentre il combattente con la coda sfolgorante non guarda dabbasso che quell’altro è nato per il marcio che non lo riguarda.
E allora Gaia disciolta guarda il suo amore sottile allungato che cammina su e giù per la classe e pensa quanto sarebbe bello poter essere amata da un amore sottile e allungato, l’ultima volta è stato un inferno di odio rancore assassinii, ammazzamenti crudeli d’amore, ma magari con te che sussurri e ti tieni per te la tristezza sarebbe diverso, come sei triste amore mio, no non lo devi essere anche tu, io sono gonfia, di spazio ne ho, dalla ora tutta intera a me la tua tristezza.
O Gaia, quanto ti sbagli che tu non esisti in questo mondo sottile, non devi. Esistono le tue braccia e il tuo collo oblungo e sfondato, purtroppo, ma non il tuo cuore, quello non c’è. Solo due mani grassocce e smaltate che stanotte prenderanno la lama e taglieranno a fondo dove, domani mattina, prima del bagno, già tutto sarà ricresciuto.
instagram artista: @agnese_masento
