bdsm 3.0,
Gabriele
LA SOCIETÀ VISTA DAI TUOI OCCHI
Un circolo sintetico. Quest’opera è una critica al concetto moderno dell’attraente, del sensuale, che pur partendo come artificio della mente umana, diventa una realtà virtualmente oggettiva nelle mani dell’algoritmo. Non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace. Ma quando l’algoritmo se ne accorge, non puoi vedere altro che quello. Ci incatena in un infinito scroll di bellezza uniforme, meccanica, ai limiti del porno: finto, costruito, esperienze dopaminergiche sintetiche che anestetizzano la vera libido, mantenendo la nostra attenzione. Siamo bombardati da una idea di bellezza (e di sesso, perché dividere le due cose è possibile, ma sconsigliato) omologata, che plasma inevitabilmente i desideri possessivi degli utenti dei social. Ambizioni epicuree che diventano ricerche estetiche sul proprio corpo, scolpito da diete, esercizi, fino a che si fa il passo più lungo… si passa a integratori, poi farmaci e infine anoressia, vigoressia. Non è un cammino stabilito, non è predestinato né certo, ma la porta è lì, e nessuno la chiude a chiave.
Una macchina che si rifornisce dei desideri superficiali umani, digerendoli e rimandandoli agli utenti, in un circolo infinito di sintesi.
Nel mio acquerello (arte tradizionale, non digitale) ho provato a mettere in evidenza un circolo vizioso. L’oggetto del desiderio (l’uomo soggetto) rifornisce, con la sua immagine, attraverso le fotocamere degli smartphone, un sistema telematico pervasivo popolato di sole foto di “perfezione” estetica (i social network). È il sistema poi che alimenta, di rimando, la mente dell’uomo con quelle (e altre simili) immagini (attraverso il visore). Quelle visioni virtuali diventano aspirazioni estetiche per l’uomo e il tentativo di realizzare queste aspirazioni di desiderabilità è manifestato nei tubi e cateteri che iniettano nel soggetto ciò che serve a ottenere e mantenere lo status di oggetto del desiderio.
instagram artista: @watercolourdreamscreations
